Le origini di Messina, vera e propria Porta della Sicilia grazie alla sua posizione strategica, risalgono al 750 A.C. allorquando i coloni greci provenienti da Calcide la fondarono col nome di Zancle.
Successivamente venne conquistata dai Romani che la chiamarono Messana, poi dagli Ostrogoti. Successivamente dai Bizantini che la resero ricca di monumenti e le diedero il definitivo nome di Messina.
Nel 843 D.C. venne conquistata dagli Arabi e questo comportò una progressiva decadenza dello stile dell’epoca dato che alcune chiese, come l’Annunziata dei Catalani, vennero trasformate in moschee.
Nel 1061 venne conquistata dai Normanni e sotto i domini svevo-angioino-aragonese, Messina raggiunse grande prosperità, divenendo capitale del Regno di Sicilia assieme a Palermo.
Infine entrò a far parte del Regno d’Italia dopo la spedizione dei Mille garibaldina del 1860.
La Messina di oggi, ricostruita più volte a seguito di eventi naturali e bellici, offre una testimonianza del patrimonio culturale e della resistenza della Sicilia nel corso dei secoli.
Da visitare Piazza Cairoli, cuore pulsante di Messina, dove si respira l’essenza della città nuova.
Procedendo in direzione nord troviamo la chiesa di S. Maria degli Alemanni, testimone silenziosa di quando i Cavalieri Teutonici solcavano il Mediterraneo per difendere la cristianità, e quella della SS. Annunziata dei Catalani, di cui colpiscono le forme arabo-normanne.
Poco più avanti troviamo il Duomo, con il suo imponente campanile e il celebre orologio astronomico, uno dei più grandi al mondo.
Poco distanti spiccano il Santuario di Montalto, faro spirituale di Messina, e il Tempio votivo di Cristo Re, omaggio ai caduti della prima guerra mondiale. Dalle loro terrazze, si può apprezzare un panorama mozzafiato dell’intera citta che si affaccia sullo scenario unico dello Stretto di Messina.
Non ultimo, il Museo Regionale dove è custodita una vasta collezione di opere d’arte che illustrano la civiltà figurativa messinese dal XII al XVIII secolo.

